L'Opera del mese

Ottobre 2020: Alberto Savinio (Andrea de Chirico) Atene, 1891 – Roma, 1952 - Autunno, 1934 - Tempera su tela, cm 58x63 - Inv. AM 1079.

Alberto Savinio (Andrea de Chirico) Atene, 1891 – Roma, 1952 - Autunno, 1934 - Tempera su tela, cm 58x63 - Inv. AM 1079

Attraverso la rappresentazione della frutta autunnale – mele, pere, fichi e uva – il pittore raffigura in modo immediato colori, odori e sapori di questa stagione. La frutta, in primo piano, è adagiata su un tessuto drappeggiato, oltre il quale si apre un paesaggio verdeggiante.

Esposto alla II Quadriennale e acquistato dal Governatorato di Roma nel 1935, il dipinto testimonia il recupero del classicismo e naturalismo seicenteschi che caratterizza una parte della cultura artistica italiana fra le due guerre e che coinvolge anche Savinio, specialmente nell’ambito della natura morta e del ritratto. Se un ricordo metafisico-surrealista è forse presente nella scelta del velario che separa soggetto in primo piano e sfondo, il senso di transitorietà che attraversa la scena rinvia ai modelli seicenteschi e in particolare al genere della vanitas, nel quale si allude esplicitamente alla caducità della vita e della bellezza.

I segni di corruzione già visibili su alcuni dei frutti insinuano un sottile sentore di transitorietà, prefigurando l’inevitabile decomposizione ed evidenziando l’intrinseca fragilità del reale e il suo continuo mutare. L’autunno diventa allora una metafora più generale della precarietà dell’esistenza umana.