Aldo Salvadori, Natura morta, 1934

Aldo Salvadori
(Milano, 1905 – Bergamo, 2002)
Natura morta, 1934
olio su tela, 44 × 59 cm
inventario AM 1077 

Aldo Salvadori - Natura Morta

Il dipinto raffigura un tavolo su cui sono disposte diverse tipologie di oggetti: bottiglie di varie dimensioni, una piccola sfera, una maschera teatrale e una forma simile a un cappello. Lo sfondo, uniforme, è caratterizzato dalle tonalità chiare del viola, reso attraverso pennellate sfumate.

Il punto di vista è dall'alto; la prospettiva è appena indicata dai lati brevi del tavolo, inclinati, e dalla disposizione a scalare degli oggetti: una bottiglia gialla dal compatto volume cilindrico; una bottiglia rosa dal corpo "a cipolla" e dal collo stretto e lungo, dietro la quale emerge un oggetto bianco che ricorda un cappello dalla forma ogivale; una bottiglia bianca dal corpo cilindrico e dal collo slanciato; una piccola sfera poggiata su una bottiglia azzurra; infine, in primo piano, una maschera bianca dal pronunciato naso aquilino, dalla bocca rossa e carnosa e dal mento appuntito.

L’ orchestrazione cromatica sottolinea la rigorosa composizione e la nitidezza dei rapporti spaziali. La luce, frontale e diffusa, genera un’impressione di sospensione e di incanto. Salvadori, che ha origini milanesi, è molto influenzato dalla cultura francese, e in particolare da Paul Cézanne, dal quale mutua la salda costruzione dello spazio plastico, gli archetipi geometrici, la gamma cromatica controllata. Formatosi all'Istituto d'Arte di Firenze, l'artista si reca a Parigi nel 1926, dove ha l’occasione di studiare gli Impressionisti e i Postimpressionisti, che esercitano un’influenza decisiva sulla sua maniera di costruire lo spazio mediante la luce. L'equilibrio tonale ricorda inoltre la pittura di Giorgio Morandi, e in particolare le nature morte del pittore bolognese. 

Dal 1929 Salvadori ricopre la cattedra di Arti decorative e Composizione all'Istituto Superiore di Industrie Artistiche di Monza e, attraverso fruttuosi contatti con Pio Semeghini, Arturo Martini e Marino Marini, partecipa al clima di rinnovamento della Scuola di Monza. Nel corso della carriera è presente in maniera costante alle principali manifestazioni nazionali ed internazionali, tra cui vanno ricordate le partecipazioni alla Biennale di Venezia (tra il 1930 e il 1956) e alla Quadriennale di Roma (tra il 1931 e il 1963). Il dipinto Natura morta, esposto alla Seconda Quadriennale di Roma del 1935, è stato acquistato dal Governatorato in quell'occasione, per la cifra di 1500 lire.

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